| Quando il genitore non collabora |
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| Domenica 29 Novembre 2009 13:55 |
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Oggi riflettiamo su...
Il problema credo sia molto conosciuto e anche piuttosto frequente. Spesso i genitori sono in difficoltà nel riconoscere il problema del figlio perché è sempre “doloroso” immaginare che il proprio figlio abbia qualcosa che non va!
Poter attivare una collaborazione efficace è lo scopo che il docente si prefigge, non sempre ci si riesce. Vediamo perché.
Potrebbe accadere che :
Il genitore
I docenti
Spesso lo stesso problema è vissuto da “punti di vista differenti” che inducono le parti –genitori e docenti- a viversi più facilmente in modo conflittuale che cooperativo. Il contenuto della conversazione (il problema che si espone ai genitori, ad esempio) può essere vissuto come un attacco non solo al proprio figlio, quanto a se stessi come genitori inadeguati, inefficienti. Nel mio lavoro psicopedagogico con i genitori non ho mai trovato nessun genitore che si volesse sentir giudicato inadeguato (seppure la preoccupazione di fondo dell’essere genitore è spesso quella di sbagliare, o almeno la preoccupazione c’è in tutti noi genitori!).
Involontariamente si scivola
dal CONTENUTO del colloquio
- vogliamo capire se il nostro alunno/vostro figlio ha un problema
alla RELAZIONE tra adulti
- stiamo decidendo chi è più importante,
- chi ha più competenza a definire la situazione dell’alunno/figlio;
- non abbiamo fiducia dell’altro (reciproca valutazione);
- insistono nel non capire il problema (verso i genitori),
- insistono nel non capire nostro figlio (verso i docenti).
Non sempre siamo consapevoli dei meccanismi che mettiamo in atto quando entriamo in comunicazione con l’altro e passare da ciò di cui dobbiamo parlare a come e quanto ci riconosciamo, quanta fiducia riponiamo nell’altro … la strada è breve e l’incomprensione pure!!
Credo che come docenti possiamo condividere alcune considerazioni:
Per quanto riguarda le strategie possiamo:
Anche i genitori più resistenti collaborano quando non si sentono giudicati (involontariamente!) e quando trovano nella scuola la sicurezza di scoprire persone capaci, affidabili, desiderose di trovare soluzioni condivise piuttosto che lamentare solo problemi.
Mantenere l’atteggiamento mentale su ciò che possiamo fare piuttosto che elencare ciò che non va offre a tutti (docenti, genitori e alunni) la possibilità di cambiare, l’opportunità di trasformare un problema in esperienza, l’occasione di aumentare la collaborazione tra le parti, la probabilità di raggiungere l’obiettivo.
Dimenticavo: è importante iniziare un colloquio avendo in mente quale obiettivo si vuole raggiungere!!
Manuela Rosci
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Commenti
gloria nannerini
è fondamentale anche quello che manuela aggiunge in "fondo": tener conto della finalità che pensi abbia la tua comunicazione: "quello che sto dicendo, il modo in cui lo sto facendo, disporrà l'ascoltatore a venirmi incontro in quello che chiedo?"